Aesthetic Programming

Geoff Cox è un veterano degli studi sul software, ma anche delle pratiche di programmazione estetica in qualche modo sovversiva. Tra i suoi libri: Critique of Software Violence, Speaking Code, Antithesis: the dialectics of Software Art.
Winnie Soon è un'artista/coder (she/they) interessata alle intersezioni della pratiche tecniche e artistiche come prassi critica/femminista/queer. Dopo gli studi a Hong Kong, insegna all'Università di Aahrus. Con Cornelia Sollfrank è autrice di Fix My Code, in dialogo sul futuro dell'arte digitale.
Il loro libro fa parte delle opere che tentano di superare la distinzione tra testo e codice in più maniere. Non soltanto parla di questa distinzione/connessione, ma è strutturato come un corso con esercizi che hanno come scopo quello di far sperimentare al lettore/programmatore questa distinzione, attraverso l'uso di strumenti come p4.js o ml5.js.
Il principio da cui parte è che l'importanza crescente del software richiede un nuovo genere di pensiero culturale (e di formazione) che siano in grado di spiegare, e con cui sia più facile capire, la polita e l'estetica delle procedure algoritmiche, del processamento dei dati e dell'astrazione.
In particolare, si sofferma sulle relazioni potenti che sono in generale poco riconosciute in ambito tecnico, come quelle tra classe e capitalismo, genere e sessualità, razza e lasciti del colonialismo.
Cox e Soon propongono la pratica riflessiva dell'aesthetic programming, in cui imparare a programmare è un modo di capire e interrogare gli oggetti e i paradigmi tecnici e di esplorare un potenziale capace di riprogrammare i sistemi eco-socio-tecnici.
Trovate sul sito del libro una scheda completa del libro, ma anche il link per scaricarlo in PDF se non volete comprare l'edizione cartacea. Oppure, semplicemente, potete leggere il libro online.


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