Diritto d'autore del codice Sorgente

Quando si scrive un programma e si incontra un problema che non si sa risolvere viene spontaneo andare a cercare una soluzione già pronta da qualche parte.
C'è chi dice che copia-incolla non è un buon modo di imparare a programmare e che proprio a forza di codice copiato e incollato senza essere capito gli aerei cadono e le banche vanno in tilt. Ma la questione qui è un'altra: si può fare? Si può legalmente copiare il codice di un altro?
E prima ancora: di chi sono i codici sorgenti? Di chi li scrive, o della azienda per cui lavora il programmatore?
Può un programmatore riusare il suo stesso codice sorgente? E se il programmatore riusa parti di codici di altri programmatori, magari di altre aziende, commette una violazione delle regole per cui può essere denunciato, arrestato e messo in galara? Dipende.

Dietro ad ogni codice sorgente c’è tanto lavoro e molta creatività, per cui non stupisce che la legge ritenga che il codici sorgenti facciano parte delle opere protette dal diritto d’autore. Proprio come ogni proprietà intellettuale, il codice è considerato frutto dell'ingegno, e quindi non è consentito copiarlo, riusarlo e diffonderlo senza l'autorizzazione dell'autore.
Tutto questo cambia per il codice "open source". Proprio nell’ambito dello sviluppo di software esiste un'area in cui i codici si possono condividere e riusare con molta più libertà.
L'idea di fondo, proposta tra gli altri da Richard Stallman, è che il codice sorgente non vada mai chiuso, ma debba sempre restare aperto in modo che chiunque possa leggerlo e migliorarlo. Al programmatore vanno garantite quattro liberta:

  • libertà di eseguire il programma ad ogni scopo (libertà 0);
  • libertà di poter studiare il funzionamento del programma con possibilità di accesso al codice sorgente per potervi apportare delle modifiche qualora ce ne fosse necessità (libertà 1);
  • libertà di ridistribuire copie in linea con il concetto di condivisione nei confronti di chi necessiti del programma (libertà 2);
  • libertà di apportare migliorie al programma e ridistribuire la versione aggiornata in modo che questo possa giovare alla comunità (libertà 3).
Quello che sembra essere una fonte di danno per l'autore, diventa invece il dispiegamento di una potenzialità enorme: quella che ha fatto di Linux (e di Apache, e di tanti altri software) un fenomeno mondiale di cui oggi non si potrebbe fare a meno.
Su GitHub, GitLab, SourceForge e altri repository simili gli sviluppatori mettono il loro codice sorgente a disposizione di altri programmatori, e allo stesso tempo attingono per i propri progetti.
Naturalmente questo non significa che tutto è di tutti: ai codici sorgenti va comunque apposta una licenza, che però è considerata un "permesso d'autore" (copyleft) e non una privativa. Ci sono molte licenze aperte, e non tutte sono compatibili tra loro, perché ad esempio alcune permettono un riuso commerciale e altro no.
Per approfondire: Licenza di software libero.
GPL
Source: https://en.wikipedia.org/wiki/GNU_General_Public_License

Ha collaborato a questo pannello Douma Zakaria

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Versione: 12/01/2022 - 19:23:47

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