Vincoli

C'è un legame forte, storicamente, tra difficoltà e arte: se tutti noi siamo capaci di esprimere liberamente sentimenti con parole in libertà, solo alcuni sono in grado di scrivere poesie belle, significative, rispettando però le regole della metrica.

Basti pensare ai sonetti, come quelli di Dante: dovevano avere undici sillabe per ogni verso, due gruppi di quattro versi e due gruppi di tre versi:

Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand'ella altrui saluta, ch'ogne lingua deven tremando muta, e li occhi non l'ardiscan di guardare.
Questo rende difficile scrivere una poesia, e rende difficile fare il poeta.
Un caso molto evidente del legame tra arte e vincoli è quello dell'OuLiPo (Ouvroir de Literature Potentielle): un'associazione di personaggi stravaganti che a partire dal 1960 si è interessata alla possibilità di produrre letteratura attreverso l'applicazione di regole e ha scelto il vincolo come principio poetico fondamentale.
Tra gli Oulipiani famosi ci sono Raymond Queneau, Noël Arnaud, Italo Calvino, Marcel Duchamp, François Le Lionnais, Georges Perec e Jacques Roubaud.
Non è poetico, dicevano, se non è difficile; e non è difficile se non rispetta un vincolo particolare, anche assurdo.
Tra i vincoli più curiosi ci sono questi tre:
  • sostituire ogni termine in un testo con una parola che capita N posizioni più avanti in un dizionario
  • scrivere un testo usando solo lettere prive di gambette, in alto o in basso (quindi non b,p,q,h...)
  • scrivere una poesia in cui ogni verso è costituito da una sola parola ed ogni parola successiva è più lunga di una lettera
Tra gli esempi più noto di opere Oulipiana ci sono il romanzo "La disparition" di George Perec (un intero romanzo scritto senza mai usare la lettera "e") oppure ∈ (che si legge epsilon ed è un operatore matematico), una raccolta di sonetti di Jacques Roubaud disposti come mosse di una partita di Go.
Questo rispetto di regole autoimposte, anche insensate, è considerato dagli autori dell'OuLiPo come una spinta, un pistone del motore che aiuta a produrre opere artistiche. Con le parole di Perec, è l'unica maniera per lasciare che l'inconscio si esprima.
L'altro pistone è il caso: molte delle opere dell'OuLiPo nascono dalla combinazione di una selezione casuale di elementi, che siano lettere, parole, frasi, personaggi, situazioni. Nasce così Cento Mila Miliardi di Poesie, una macchina di carta inventata da Raymond Queneau per generare infinite poesie.
Tra i vincoli più strani che si sono dati gli oulipiani, uno che ci interessa da vicino è quello sul lessico.

Noel Arnaud, uno dei fondatori dell'OuLiPo, si spinge fino a pubblicato per primo qualcosa a cui nessuno aveva mai pensato: un intero libro di poesie scritte esclusivamente con i termini del linguaggio di programamzione ALGOL. Era la prima volta che un linguaggio di programmazione veniva considerato "degno" di essere usato anche per scrivere qualcosa di diverso da un programma.

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Versione: 02/02/2022 - 08:59:08

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